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Dialètu, dialètu, dialètu

Dialetto novese - Dialètu, dialètu, dialètu

Titolo: Dialètu, dialètu, dialètu e… sa faismü düu parole
Autore: Gianluigi Bailo
Illustrazioni di Anna Gozzo
Collana: chilometrozero
Anno: 2017
ISBN: 978-88-98452-52-1
Pagine: 106
Prezzo: 14,00 €

Una raccolta di storie, personaggi, luoghi simbolo, detti e filastrocche in dialetto novese realizzata da una “memoria storica” della città di Novi Ligure, Gianluigi Bailo. Il libro è un invito, una scommessa, un tentativo di riunire tutti quelli che ancora parlano il dialetto locale affinché ne diventino i divulgatori verso chi lo ha dimenticato, verso chi lo parla, ma non correttamente, verso chi, soprattutto, vorrebbe impararlo.
Il volume non punta solamente alla riscoperta (o scoperta) dell’antica lingua novese: i ricavati delle vendite verranno devoluti alla San Vincenzo, prima Opera di Beneficenza operante a Novi e dintorni, che si occupa della mensa per le persone in difficoltà. Questo libro, assai divertente, può quindi essere una strenna natalizia, poco costosa ma dal grande significato, per unire la celebrazione delle origini novesi a una “buona causa”.
Le illustrazioni sono opera di una valente pittrice, Anna Gozzo, che ha messo la sua arte al servizio di questo progetto e lo ha arricchito.

Ringraziamo per la preziosa collaborazione:
Società Storica del Novese, Centro Studi in Novitate, Comune di Novi Ligure, Bar Pasticceria Carletto, Nuovo Circolo Ilva, Galleria PagettoArte, Dejà vu longue bar, Albergo Bar Viaggiatori.

Dal capitolo “I dèti – I detti, peculiarità del nostro dialetto”:
Furtùnà ic’me in can in gésa – Fortunato come un cane in chiesa. Il cane che si azzardi a varcare il portone di una chiesa, incorre, come minimo, nelle ire dello scaccino. E non c’è società protettrice degli animali che possa salvarlo. Quindi, la similitudine è quanto mai calzante per dipingere la situazione di chi davvero non ha proprio un briciolo di fortuna.
Bagagiò ic’me ’na risa – Sbadigliare come un riccio di castagno. Quando il riccio s’apre e mostra il suo dolce contenuto, pare una bocca spalancata per sbadigliare. La similitudine è pittoresca quant’altre mai. Dire così di chi è molto raffreddato, col naso chiuso, come è ermeticamente chiuso un riccio di castagno nel quale i frutti stiano stipati, prima di forzare l’involucro e cadere al suolo.
Intrégu ic’me ’na savàta – Intero come una ciabatta. Dicesi di persona ottusa, ritardata, di scarso comprendonio, proprio tutto d’un pezzo come una ciabatta. Di eguale significato è il seguente.

Gianluigi Bailo
Nato a Novi Ligure il 24 dicembre 1948, da più di 30 anni è Notaio nella sua città e da sempre coltiva l’amore per Novi e per il suo territorio. Può a buon diritto essere considerato l’anima del dialetto novese, che vuole a ogni costo rivitalizzare onde evitare che vada perso.
Ha pubblicato Le ricette di Dama Giuditta e I Racconti del Notaio.

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