Paganini

Il Museo Minimo di Fuorigrotta a Napoli ospita la mostra di Gianni Noli intitolata Ricordando Mr. Paganini, che verrà inaugurata la prossima settimana (mercoledì 15 novembre) e rimarrà al Minimo fino al 7 dicembre, fortemente voluta dal direttore Roberto Sanchez.

Questo importante museo, in via detta San Vincenzo n. 3,  si propone come punto di incontro e di scambi culturali per il quartiere di Fuorigrotta e tutta la città, come un ambiente accogliente per un contatto informale tra arte contemporanea e cittadini, come una vetrina per pittori, scultori e performers innovativi e di rottura. La culla ideale quindi per ospitare questa mostra itinerante (che ha già fatto tappa in luoghi-simbolo della cultura italiana) di Noli, artista novese poliedrico che lavora su molteplici materiali: dal legno al ferro, dal cemento alle plastiche fino a metalli preziosi come l’oro e l’argento. La sua opera spazia dalla poesia, alla scenografia, alle performance per arrivare alla videoarte e al digitale. Ha al suo attivo oltre 90 mostre tra collettive e personali in Italia ed Europa, tra cui spicca la partecipazione alla 50ª Biennale di Venezia e all’edizione dello scorso maggio, proprio con Ricordando Mr. Paganini.

Come nasce l’idea di questa mostra itinerante? «Rovistando nei ricordi d’infanzia ho ritrovato la musica che ascoltavo alla radio dei primi anni ’60, domandandomi chi fosse questo Paganini più volte menzionato nel ritornello. Poco importava, bastava sentire e pensare “ecco l’amico d’infanzia di papà che canta questa buffa canzone” — spiega Noli — poi, negli anni successivi, Ella Fitzgerald diffondeva la versione originale del 1937, con i suoi incredibili vocalizzi; ma Paganini, il genio musicale, era mi era ormai noto soprattutto per i suoi “capricci”. Mi affascinava la sua storia, la sua vita e soprattutto la sua musica che definire moderna è riduttivo, non convenzionale è banale, demoniaca è scontato. Profonda ecco, profonda, sublime, evocativa per allora e per oggi, fatta di improvvisazione (Paganini non ripete)».

Nel bicentenario della composizione de I capricci, Noli celebra dunque il grande compositore genovese con una mostra che vuole essere un viaggio nella sua memoria.  24 sono i capricci di Paganini e 24 +1 sono le improvvisazioni pittoriche che ha realizzato l’artista novese, molte delle quali corredate da un haiku, un componimento poetico di 5, 7 e 5 sillabe tipico della cultura tradizionale giapponese.

Molte delle opere esposte sono raccolte nel portfolio A modo mio, l’autobiografia per immagini di Gianni Noli, che ripercorre il suo cammino trentennale nel mondo dell’arte: una raccolta cronologica di opere e una breve biografia che la precede. La pubblicazione nasce dall’esigenza dell’artista di riordinare, finalmente, il suo lavoro e diffondere anche i suoi haiku, la forma poetica che predilige. «Purtroppo le foto di molte opere e performance sono andate perdute o non sono mai state scattate, ma anche questo l’ho fatto…a modo mio. Quasi una biografia. Quasi una raccolta di poesie. Quasi un catalogo ragionato, — conclude Noli — insomma, raccogliere e far confluire in una sola pubblicazione tante opere di diversi periodi è come farle tornare tutte a casa. Riconducendole alla loro comune origine, restituendole ai loro rapporti  di parentela».

Il volume è disponibile sui principali store online, sul nostro sito e in tutte le librerie.

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