Mi fermo a te

Autrice: Graziella Deiana
Collana: Narrativa
Anno:
2022
Pagine: 200 circa

– Mi chiamo Alberto, ho trentacinque anni, sono Pesci ascendente bilancia e sono triste.

Sono queste le poche parole che Alberto decide di usare per descriversi alla terapeuta e, mentre le pronuncia, pensa: vorrei che mi sorridesse, che mi abbracciasse, che mi offrisse una caramella frizzante al limone. Vorrei regalarle un letto a una piazza per questo studio freddo, vorrei che facesse sdraiare ogni suo paziente, che rimboccasse coperte e accendesse luci capaci di confortare.

È questo il passaggio della storia che meglio restituisce il dualismo del protagonista: Alberto è triste, quasi certamente depresso, segnato da sempre in famiglia e negli affetti, da abbandoni e morti premature, ma è anche speranzoso e incredibilmente attaccato alla vita.

Questa però non è solo la storia di Alberto, è la storia di tutte le vite che inconsapevolmente e irrimediabilmente si sono intrecciate sotto al suo sguardo vigile e sofferente.

Sì, perché Alberto ha spiato molti dei suoi vicini di casa per anni, tanto da indurlo a illudersi di conoscerli per davvero. Ha sperato, gioito e sofferto con loro. Ed è così che attraverso gli occhi del protagonista viviamo le storie di personaggi secondari che finiscono con l’essere protagonisti come lui, a loro volta e loro malgrado.

C’è Anna, che Alberto ha visto crescere transitando dall’infanzia alla più dolorosa delle adolescenze e che lo costringe a fare i conti con il suo passato di bambino emarginato e deriso.

C’è Marietto che «ha i capelli bianchi bianchi come la neve in montagna, è morto e risorto dieci volte almeno, il suo corpo è pieno di cicatrici, ha un tatuaggio, sei numeri sbiaditi e mal allineati». Lui e la moglie di Ninin rappresentano per Alberto l’amore devoto.

Ci sono Margherita e Alberico, sposati da decenni, che hanno rischiano di perdersi nei meandri del tradimento e dell’abitudine.
Grazie a queste persone il mondo di Alberto forse potrà cambiare, ma lui non lo sa ancora.


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Autore

Bio

Bruno Soro, già professore associato di Politica economica nell’Università degli Studi di Genova, ha insegnato Economia dello sviluppo nelle Facoltà di Scienze Politiche e di Economia di questa Università; Economia politica nel corso di laurea in Servizi Sociali e Politica economica nei corsi di laurea in Giurista d’Impresa e in quelli della laurea Magistrale in Giurisprudenza.
È autore di numerosi articoli scientifici e ha curato, assieme a J. McCombie e M. Pugno, Productivity Growth and Economic Performance. Essays on Verdoorn’s Law (Palgave Macmillan) nel 2002. Ha pubblicato inoltre alcune raccolte di scritti, tra cui Liguria e Basso Piemonte tra declino e sviluppo (iGrafismi Boccassi) nel 2006. Con Edizioni Epoké ha pubblicato Capire i fatti. Saggi divulgativi di Politica economica e Società (2018), e ha curato i volumi Walter e il partigiano Cucciolo (2019) e Tra economia e politica economica. Vittorio Sirotti e Luciano Stella (2020).