fbpx

14,00

15 disponibili

Commedianti

Titolo: Commedianti. Andreotti, Berlusconi e la mafia
Autore: Giampaolo Grassi
Collana: Saggi
Anno: 2018
ISBN: 978-88-99647-82-7
Pagine: 122
Prezzo: 14,00 €
ebook: 7,99 €

Sui rapporti fra Stato e mafia è stato detto e scritto tutto e il contrario di tutto. Che sono avvolti da una coltre di mistero. Ma anche che le indagini e i processi vanno avanti da troppo tempo. Che i governi di Andreotti e Berlusconi erano condizionati dalla mafia. Ma anche che la lotta alla mafia ha ottenuto risultati determinanti. Che Andreotti e Berlusconi sono stati mafiosi. Ma anche che i giudici li hanno scagionati. Che la mafia riesce a pilotare il voto in Sicilia. Ma anche che certi sindaci e governatori dell’isola sono espressione dell’antimafia. Che nel 1994 la Seconda Repubblica è nata grazie a un patto fra Stato e mafia. Ma anche che l’arresto di Riina, nel 1993, ha segnato l’inizio della parabola discendente della mafia.

E allora, forse è utile riannodare un po’ le fila del discorso. Per orientarsi meglio in questo ginepraio, il giornalista Giampaolo Grassi ha utilizzato i punti cardinali individuati dalla magistratura. Ha riletto e analizzato gli atti, usando come mappa le sentenze dei processi Andreotti e Dell’Utri, i decreti dei giudici per le indagini preliminari di Firenze e Caltanissetta sulle inchieste a carico di Dell’Utri e Berlusconi, le memorie, le richieste e le requisitorie dei Pubblici Ministeri. Il resoconto arriva fino al 20 aprile 2018, dopo cinque anni e mezzo di processo, per minaccia a corpo politico dello Stato sono stati condannati a 12 anni gli ex vertici dei carabinieri del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, il boss Antonino Cinà e l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri; a 8 anni l’ex ufficiale del Ros Giuseppe De Donno; a 28 anni il capomafia Leoluca Bagarella. Massimo Ciancimino è stato condannato a 8 anni per calunnia. Gli unici usciti indenni sono stati l’ex ministro degli Interni Nicola Mancino, grazie all’assoluzione dall’accusa di falsa testimonianza, e il pentito Giovanni Brusca, per prescrizione dei reati.

Questo saggio tiene conto anche dei libri già usciti sul tema ma, volutamente, non si basa su di essi. Alla radice di questa ricostruzione ci sono esclusivamente i documenti giudiziari. Le citazioni, quindi, si riferiscono solo a sentenze, atti di indagine, memorie e quant’altro. Uniche eccezioni sono interviste o libri in cui i protagonisti hanno raccontato in prima persona la loro esperienza.

Giampaolo Grassi è nato a Ponsacco nel 1973. Giornalista dell’Ansa. Per dieci anni ha seguito la cronaca giudiziaria a Firenze, dove sono in corso le indagini sui concorrenti esterni a Cosa nostra nelle stragi del 1993-1994. Dal 2016 si occupa di economia e finanza, a Milano. Nel 2005, insieme al giornalista parlamentare Fausto Pettinelli, ha scritto Lando Ferretti il giornalista di Mussolini, edito da Bandecchi e Vivaldi. Nel 2015 ha pubblicato Processo alla Trattativa. Stato-mafia: tre procure, tre verità, Pagliai editore.

 

 

cartella stampa edizioni epokè epokè formato kindle

 

Facebooktwitter