Gli adolescenti e il loro peso
In uscita il 30 settembre
Guida al dialogo tra corpo, emozioni e alimentazione
Autori: Rita Tanas, Riccardo Lera e Francesco Baggiani
Anno: 2026
Pagine: 164
Prezzo: 18,00 €
Cosa succede quando il numero sulla bilancia diventa più pesante di qualsiasi chilo? Quando lo sguardo degli altri — o il proprio — si trasforma nel vero ostacolo alla salute?
Nasce da questa domanda Gli adolescenti e il loro peso, il nuovo saggio firmato da tre voci autorevoli della pediatria e della pedagogia italiana: Rita Tanas, medico pediatra da decenni impegnata nella cura dell’obesità in età evolutiva, Riccardo Lera, specialista in endocrinologia pediatrica, e Francesco Baggiani, pedagogista ed esperto di weight bias. Un lavoro a più mani che unisce esperienza clinica, ricerca scientifica e pratica educativa quotidiana.
Il libro parte da una convinzione netta: l’obesità in adolescenza non è una questione di forza di volontà, né si risolve con una dieta prescritta. È una condizione cronica e multifattoriale, in cui si intrecciano genetica, ambiente, relazioni familiari, contesto sociale ed economico. E soprattutto, è un’esperienza che nell’adolescenza tocca corpo, identità e autostima in un momento già di per sé delicato.
Ciò che distingue questo volume da un tradizionale manuale medico è il suo punto di partenza: non il peso, ma la persona. Un intero capitolo è dedicato allo stigma — quei giudizi, spesso involontari, che arrivano da famiglia, scuola, coetanei e talvolta dagli stessi operatori sanitari, e che possono fare più danno del problema che dovrebbero risolvere. Da qui la proposta di un modello di cura fondato su empatia, ascolto attivo e alleanza terapeutica, in cui l’adolescente non è destinatario passivo di prescrizioni ma protagonista consapevole delle proprie scelte di salute.
Un tema quanto mai urgente oggi, in una società che da un lato espone continuamente i corpi al giudizio — social media in testa — e dall’altro fatica ancora a offrire percorsi di cura rispettosi e non colpevolizzanti. Il libro si rivolge tanto a chi lavora ogni giorno con adolescenti quanto alle famiglie che vivono queste dinamiche da vicino, offrendo strumenti concreti accanto a una lettura più consapevole del problema.
Questo libro fa per te se:
✔ Sei pediatra, medico di famiglia o operatore delle cure primarie e cerchi strumenti pratici e aggiornati
✔ Lavori in ambito psicologico, pedagogico, nutrizionistico o educativo con adolescenti
✔ Sei insegnante o allenatore e vuoi comprendere meglio la relazione tra ragazzi, corpo e alimentazione
✔ Sei genitore di un adolescente e cerchi risposte lontane da colpevolizzazione e semplificazioni
✔ Vuoi approfondire il tema dello stigma del peso e della comunicazione sanitaria rispettosa
Un manuale necessario, scritto con rigore scientifico ma senza mai perdere di vista la persona: perché prendersi cura della salute di un adolescente significa, prima di tutto, imparare ad ascoltarlo senza giudicarlo.
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Dalla quarta di copertina
Il peso non è solo un numero sulla bilancia, né la gestione dell’obesità in adolescenza è una semplice questione di calorie. Spesso, il peso più difficile da sostenere è quello invisibile: lo stigma, la vergogna e il senso di colpa che avvolgono ragazzi e famiglie e anche l’impotenza che pesa sui sanitari.
In questa guida gli autori propongono un cambio di paradigma. Superando i vecchi approcci direttivi, offrono ai professionisti sanitari, alle famiglie e agli educatori una nuova bussola: empatia, ascolto e contrasto allo stigma. Un invito a trasformare la relazione in una vera alleanza.
Non più un percorso fatto di sole prescrizioni, bensì una rete di competenze condivise in cui l’adolescente diventa protagonista della propria salute.
Un manuale necessario per costruire risposte concrete, sostenibili e rispettose, che mettano al centro non solo la prevenzione delle complicanze ma il benessere globale della persona.
Autore
| Autore | Francesco Baggiani, Riccardo Lera, Rita Tanas |
|---|---|
| Bio | Rita Tanas – La mia storia con l’obesità è iniziata quando avevo solo 10 anni e ho capito di essere una bambina con obesità con una madre che sapeva amare solo nutrendo. Ho nascosto tutte le foto in cui non mi piacevo e iniziato a combattere col cibo e con mia madre. A 14 anni ero riuscita a diventare una ragazza solo “robusta”. A 18, alla notizia del decimo trasferimento d’ufficio di mio padre e quindi della famiglia, ho lasciato il mio primo ragazzo, ho smesso di mangiare e provato ad ammalarmi di un disturbo del comportamento alimentare. Una buona genetica mi ha protetto da forme gravi e così sono riuscita ad arrivare all’internato in pediatria del quinto anno del corso di laurea in Medicina come curante nell’ambulatorio dedicato all’obesità. Riccardo Lera – Ho contratto la poliomielite a quindici mesi, sviluppando un equinismo che a diciassette anni ha richiesto un intervento ortopedico correttivo. L’esito sfavorevole dell’operazione, con una pseudoartrosi e una deambulazione dolorosa, ha segnato la mia adolescenza. A diciannove anni ho affrontato una dieta fortemente restrittiva per obesità, con un importante dimagrimento seguito da un rapido rimbalzo ponderale. Altre diete simili hanno fatto lo stesso percorso portandomi a un obesità grave, comparsa di complicanze, subendo anche episodi di stigma da parte di sanitari, soprattutto durante alcuni ricoveri in strutture riabilitative. Queste esperienze personali mi hanno reso consapevole della vulnerabilità che accompagna la malattia e delle conseguenze che può determinare nel corso della vita. Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Genova nel 1982 e specializzato in pediatria presso l’Istituto Giannina Gaslini nel 1986. Ho iniziato la mia attività occupandomi di diabete di tipo 1 in età pediatrica, dirigendo per anni l’ambulatorio dedicato presso l’Ospedale Infantile di Alessandria. Progressivamente, la mia storia personale con l’obesità mi ha portato a orientare il mio lavoro anche verso la prevenzione e la cura dell’obesità pediatrica, con l’obiettivo di proteggere bambini e adolescenti dal rischio di subire stigma e di sviluppare complicanze meccaniche e metaboliche. Durante questo percorso ho avviato una collaborazione scientifica con Rita Tanas e, successivamente, con Francesco Baggiani, partecipando alla produzione di lavori scientifici e pubblicazioni divulgative dedicate alla gestione clinica dell’obesità in età evolutiva. Insieme abbiamo contribuito alla definizione di modelli assistenziali integrati, centrati sulla continuità, sulla relazione terapeutica e sulla prevenzione precoce delle complicanze e dello stigma agito in ogni contesto: familiare, scolastico e sanitario. Francesco Baggiani – Sono pedagogista e autore di libri, ma la mia storia con l’obesità viene da molto prima dei libri. Risale alle elementari, a un compagno di scuola che era un mio buon amico. Aveva un corpo grande ed era un bambino buono, generoso, dolce, sensibile. Io ero esile, ma mi riconoscevo nel suo modo di sentire e forse per questo percepivo con forza l’ingiustizia di ciò che gli accadeva puntualmente: battute, nomignoli, essere lasciato per ultimo quando si facevano le squadre. Non capivo perché dovesse essere trattato peggio degli altri per un corpo che, a me, oltretutto, non appariva affatto brutto. |
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