Non ho mai chiesto troppo

Autore: Lino Esposito
Collana: Narrativa
Anno: 2026
Pagine: 120 circa

Matteo ha otto anni e vive in un mondo fatto di silenzi, oggetti minuscoli e gesti che parlano più delle parole. In una famiglia che fatica a decifrare il suo linguaggio e in una scuola che lo osserva senza comprenderlo, Matteo costruisce una scatola blu: un archivio segreto dove ogni oggetto è una voce, ogni dettaglio una verità non detta.

Attraverso lo sguardo di Matteo e quello degli adulti che lo circondano (genitori, insegnanti, compagni) il racconto esplora il peso del non detto, la fragilità dell’invisibilità e il potere dell’ascolto. Quando una maestra decide di vedere davvero, e quando un compagno gli tende la mano senza chiedere nulla, Matteo comincia a emergere. Non con clamore, ma con la forza silenziosa di chi ha sempre saputo dove si trovava, aspettando solo che qualcuno lo raggiungesse. Non ho mai chiesto troppo è una storia sull’empatia, sull’attesa, e su ciò che accade quando finalmente qualcuno impara a tradurre il linguaggio delle cose che brillano piano.

 

100 copie alla pubblicazione

 

 

La campagna di crowdfunding terminerà il giorno 11 Febbraio 2026

 

16,00

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Autore

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Lino Esposito

Bio

Mi chiamo Lino Esposito, vivo ad Alessandria e sono un insegnante di sostegno ed educatore professionale socio-pedagogico. Il mio cammino verso l’educazione non è stato immediato: ho intrapreso diversi lavori in altri ambiti, ma dentro di me cresceva un bisogno profondo di cambiamento. Una vera e propria conversione interiore mi ha condotto verso il mondo della cura e dell’accompagnamento dei bambini con disabilità, un universo che oggi considero la mia vera casa. Ogni giorno, nel mio lavoro, cerco di essere presenza attenta, ascolto autentico e guida discreta. Credo fermamente che ogni bambino possieda un potenziale unico e irripetibile, e che il compito dell’educatore sia quello di riconoscerlo, valorizzarlo e sostenerlo. L’inclusione non è per me soltanto un principio pedagogico, ma una forza trasformativa che arricchisce la vita di ciascuno e rende la società più giusta e umana. Il mio approccio educativo si fonda su alcuni pilastri: l’accoglienza, la valorizzazione delle capacità la collaborazione, creatività e resilienza. Accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita è per me una missione, non soltanto una professione. Ogni sorriso conquistato, ogni piccolo traguardo raggiunto, ogni passo verso l’autonomia rappresenta una vittoria che dà senso al mio impegno. La mia storia dimostra che la vocazione può nascere anche da strade inattese: ciò che conta è ascoltare quella voce interiore che ci guida verso ciò che siamo chiamati a fare. Oggi, guardando indietro, sento che ogni esperienza passata mi ha preparato a questo ruolo, e che ogni giorno trascorso accanto ai bambini è un dono che rinnova la mia scelta.