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Andrea Vignoli e Davide Ravan commentano per noi la proposta di legge sul libro

A seguito dei pareri espressi ieri (link articolo) dagli editori Edoardo Traverso e Stefano Lovelli sulla proposta di legge sul libro, che a breve sarà discussa in Parlamento, ci ha scritto il Direttore de «Il Novese», Andrea Vignoli, nella triplice veste di giornalista attento al mondo della letteratura, insegnante e scrittore (ha pubblicato con noi il volume L’audace colpo dei soliti ignoti nel 2015).

«Ritengo che ci siano due aspetti significativi in questa discussione. Il primo è quello degli italiani che leggono sempre meno. Il secondo è quello della concorrenza che la grande distribuzione e la vendita online fanno al commercio tradizionale: qui si parla di librerie, ma il tema è comune a tanti piccoli esercenti che si trovano a  fare fronte alla concorrenza di colossi economici.

Sul primo aspetto, cito Edoardo Traverso: “se il libro costa di più, probabilmente si leggerà ancora meno”. Non sono del tutto d’accordo con questa affermazione. Una persona che non legge, un libro non lo prende in mano né che costi 20 euro, né che ne costi 18. Neppure se glielo regali, ecco.

È notizia di oggi che, in base ai risultati dei test Invalsi, il 35% degli studenti italiani non è in grado di comprendere un testo. Non è un problema economico, ma una vera piaga sociale, la cui colpa sta nelle famiglie e nella scuola, non certo nei listini. Il problema generale è che di fronte a un aumento delle scolarizzazione, calano competenze e conoscenze. I nostri ragazzi passano sempre più tempo a scuola, ma inutilmente. Per quanto caliamo i prezzi, uno che non è in grado di comprendere un testo, un libro non lo compra. Quindi, non credo che alzare o abbassare la scontistica possa incidere su questo problema in maniera significativa.

Il secondo aspetto è quello della grande distribuzione e dei colossi della vendita online, che stanno rendendo impossibile la sopravvivenza economica dei piccoli commercianti. In realtà sono più penalizzati altri settori: basti pensare all’assassinio del mercato musicale da parte dell’informatica: quanti italiani spendono per acquistare musica? Quanti dischi (o cd) avete comprato nell’ultimo anno?

Un dato interessante è quello della vendita dei libri su supporto elettronico: ebook Kindle e sistemi vari non decollano, perché chi ama leggere ama avere tra le mani un libro e non un dispositivo. Così come chi ama leggere adora entrare in una libreria, sentire l’odore del fresco di stampa, curiosare tra gli scaffali. Un’esperienza sensoriale che non si ha né su Amazon, né al grande magazzino.

Per finire, vi racconto una cosa capitata a un mio alunno qualche tempo fa. Un ragazzo che non aveva mai letto un libro in vita sua, e che un giorno si è trovato ad affrontare un lungo viaggio in treno, con lo smartphone scarico. Abbandonato sul sedile accanto a lui c’era un libro che, per sfuggire alla noia, ha cominciato a sfogliare. “Sono rimasto folgorato –  mia ha detto – da allora ho cominciato a leggere e non riesco più a farne a meno, grazie anche alla biblioteca comunale: un posto meraviglioso che non conoscevo”.

Ecco, a volte ci sono delle buone notizie che ci danno speranza. Ma il problema dell’ignoranza sempre più profonda che seduce i nostri concittadini, è sempre più forte e provoca danni non solo nel mercato dei libri».

Il secondo intervento è quello di Davide Ravan, che a Gavi gestisce la libreria indipendente AUT e ha appena pubblicato con noi il saggio George Weah: Run African Star, sulla storia del celebre campione di calcio (nato in uno slum della Liberia) diventato Presidente del suo Paese.

«La penso piú o meno come Edoardo. La grande distribuzione troverà un modo per aggirare il limite dello sconto (tipo: prendi un libro scontato del 5% e avrai diritto a uno sconto del 10% sull’acquisto di un elettrodomestico) e i lettori invece diminuiranno. Di buono, peró, ha che si potrá far conoscere alla clientela l’esborso economico che vi è dietro ogni libro: quanto costa all’editore, quanto rimane all’autore, a quale scontistica hanno diritto i librai e via dicendo. Perció è una legge che non risolverà assolutamente il problema, ma che (qui dovremo essere bravi noi della filiera) potrá avere la forza di informare la clientela sul prodotto che si sta comprando e su tutta la filiera che lo porta sugli scaffali delle librerie. Oggi non so dire se è una proposta di legge buona o meno, l’unica certezza che ho è che non risolverá i problemi di noi piccoli librai.

Un’iniziativa che potrebbe agevolare davvero i librai indipendenti? Forse affidare due ore di lezione di lettura e compresione del testo nelle scuole elementari a noi librai, in modo che i bambini si trovino davanti persone esperte, amanti dei libri, competenti, per farli appassionare alla lettura fin da piccoli».

Grazie ad Andrea Vignoli e Davide Ravan. Per partecipare al dibattito commentate qui o scriveteci a [email protected]

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